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IL GRAN PREMIO DELLE AUTO STORICHE di Salvatore Ignaccolo
Esiste un vero Campionato per le vetture storiche, ma l’appuntamento di Monte-Carlo attira anche i team minori; allora é facile ritrovare un «piccolo gruppo di appassionati del Pavese» che viene a battagliare con le forti scuderie californiane o il Theodore Racing di Hong Kong. Sono diverse le categorie, dalle vetture Grand Prix anteguerra sino alle prime F1 con motore dietro, dalle Formula 2 alle Sport.
Queste gare non hanno niente di scontato, mentre l’impegno di uomini e mezzi ci riporta ai favolosi anni d’oro dell’automobilismo.
Si trascorrono allora ore ad affinare le regolazioni meccaniche, mettere a punto gli assetti, parlandone col pilota, per poi chiedere ai pescatori come cambierà il tempo; davvero un altro mondo rispetto ai nomi delle scuderie di cui abbiamo usato i box e che collegano dei sofisticati computer alla macchina o si fan dare le previsioni da un satellite. La vettura in gara per la nostra scuderia, insieme alle due vetture Vip-shuttle si è comportate benissimo.
Ma veniamo alla Fiat 500 che ha davvero attirato l’attenzione dei più: le donne per la grazia della linea, i media per la possibilità di filmare comodamente ed anche i piloti che potevano controllare bene ogni minima asperità del fondo, grazie all’avantreno rigido, quasi fosse una vettura sport, ma poco veloce. Avevo spazio per due vetture ed ho scelto di portare la più grande, una Lincoln, e la più piccola in assoluto, come vedete in foto; la Fiat 500 Jolly, reduce dai successi ai Concorsi, é scesa in pista a giocarsela sull’asfalto con le grandi. Se hai cuore puoi farlo ed é arrivato un successo di pubblico indicibile: la tribuna K ci ha regalato la "ola" per ben tre volte la domenica, mentre all’ultimo giro di commiato l’applauso di tutti i commissari ci ha commosso. Un solo piccolo problema il sabato, al terzo giro, quando il motore resta accelerato in discesa verso il Mirabeau: rientro ai box, alzando il pedale con il bordo della scarpa. Si é rotta la molla che richiama levetta e filo dell’acceleratore ed allora arriva il colpo di genio: tiriamo via quella del pedale del freno che anche se appena più lunga lavorerà bene ugualmente! Inconvenienti? Alla peggio il peso del pedale terrà accesi gli stop, allora stacchiamo anche l’interruttore e subito fuori in pista, con miss Ukraine 2011. Certo abbiamo anche subìto il maggior numero di doppiaggi, ma poco importa in questo momento storico per il Fiat 500 Club Italia: tre fiduciari e diversi soci, italiani e francesi, hanno frequentato i box, per poi girare in pista con una Fiat 500, la loro passione di tutti i giorni. Con l’occasione voglio ringraziare Mauro Pane, il nostro pilota, e tutti gli uomini che hanno lavorato al meglio, con una sola scelta errata: il pescatore e le sue previsioni. Un restauratore é tale quando lavora su vetture speciali, vince i concorsi di eleganza o mette un pilota in prima fila a Monte-Carlo; questi sono uomini, questi sono i loro fatti! Pare che un giorno a Maranello "Qualcuno" disse: «Da solo sono un uomo, tutti insieme siamo campioni del mondo.». Il terzo posto é comunque un successo: grazie ragazzi e ci si vede giovedì a Brescia, per ricominciare, sempre nel mito.
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