
di Attilio Polverini
Ero troppo piccolo nel 1956 per ricordare l’inizio dei lavori di costruzione del grattacielo Pirelli, per i milanesi “Pirellone”. L’opera audace ed innovativa fu voluta da Leopoldo Pirelli e prese forma grazie all’ingegno ed alla fantasia di architetti che scrissero la storia delle nostre città: Ponti, Voltolina, Nervi, Rosselli. Con i suoi 127 metri di altezza rimase per molti anni l’edificio in cemento armato più alto d’Europa e, posto proprio di fronte la Stazione Centrale, costituisce il biglietto da visita della grande città.
Mentre a Milano il Pirellone cresceva, a Torino nel reparto progettazione della FIAT, l’ingegner Dante Giacosa con la sua squadra dava vita al progetto di una vetturetta semplice ed economica che avrebbe motorizzato l’Italia: la Fiat Nuova 500 che, per le sue soluzioni tecnico costruttive era audace e temeraria al pari del grande grattacielo milanese.
Era quindi abbastanza semplice, per il nostro raduno “Cincent a Milan” unire questi due simboli dell’ingegno italiano.
Grazie alla Regione Lombardia, attuale proprietaria del Pirellone, che ha concesso gli spazi ed all’impagabile aiuto dell’Arma dei Carabinieri abbiamo realizzato il nostro sogno, così in una caldissima domenica di giugno le nostre 500 hanno trovato posto ai piedi del grande edificio, formando una corona multicolore che spiccava sul bianco splendente della pavimentazione.
È sempre difficile raccontare le emozioni, il ritrovarsi con persone ormai assidue o conoscere nuovi soci e poi, aspetto molto bello, notare come nuove leve, che siano figli o nipoti, si facciano coinvolgere con entusiasmo dall’evento.
È il momento del corteo, scortato dalle moto dei carabinieri a sirene spiegate, il lungo serpentone si snoda per le vie del centro polarizzando l’attenzione dei milanesi e dei numerosi turisti sorpresi dall’insolito spettacolo.
È una festa, è una manifestazione di entusiasmo, ma, soprattutto, di speranza per il futuro.
Arriviamo così al momento conviviale, “Cascina Carla” ci accoglie accaldati e contenti per le splendide ore passate assieme e poi, al tramonto, dopo i saluti, i motori rombano verso la strada del ritorno mentre il “Pirellone” accende le sue luci.

