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- Questo topic ha 3 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 15/02/202622:01 da Fufu.
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Gens OrsinaModeratore
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sbloccato l’assegnazione delle targhe fedeli all’epoca anche per i veicoli costruiti prima del 1952, chiudendo una delle lacune più evidenti del sistema italiano. Il punto centrale della circolare riguarda i modelli più anziani.
Fino a oggi le vetture costruite prima del 1952 non potevano ottenere targhe coerenti con quelle d’origine, perché mancavano standard produttivi e modelli tecnici compatibili. Con le nuove disposizioni anche questi veicoli potranno ricevere una targa che riproduce fedelmente quella in uso al momento della prima immatricolazione. La riproduzione dovrà essere conforme nel disegno grafico e realizzata con materiali analoghi agli originali, evitando soluzioni moderne non coerenti con l’epoca. La misura nasce con un obiettivo dichiarato: “tutelare e valorizzare il patrimonio motoristico italiano”, semplificando al tempo stesso le procedure amministrative legate ai veicoli storici.
Un altro passaggio operativo riguarda le procedure. Il nuovo assetto, definito con il lavoro congiunto di Ministero, Motorizzazione, ACI, MEF e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, consente di presentare la domanda di immatricolazione anche dopo la realizzazione materiale della targa. In questo modo il veicolo non resta più fermo in attesa della produzione, con un vantaggio concreto per i proprietari e per il mercato del restauro.
Per chi non ne fosse a conoscenza e sia interessato ad ottenere per la propria autovettura d’epoca la targa fedele a quella originale, posto un testo di per sé esplicativo.
Il decreto dirigenziale del MIT del 4 ago 2023 specifica che le targhe storiche originali possono essere rilasciate, a richiesta degli interessati, per gli autoveicoli, i motoveicoli e le macchine agricole che soddisfano uno dei seguenti requisiti:
– già immatricolati in Italia e radiati d’ufficio a causa del mancato pagamento della tassa automobilistica per almeno tre anni consecutivi
– radiati per definitiva esportazione all’estero
– radiati per ritiro su area privata, ai sensi della previgente legislazione, su richiesta presentata per la prima volta entro il 26 aprile 2006
– radiati per demolizione, ai sensi della previgente legislazione, prima del 30 giugno 1998, a esclusione dei veicoli per i quali siano stati erogati contributi statali alla rottamazione immatricolati in Italia e mai dismessi dalla circolazione, per i quali venga richiesta una reimmatricolazione con targa storica
– privi di targhe e di documenti di circolazione, quando non risultino radiati né successivamente reimmatricolati in Italia.A questi veicoli la targa storica originale viene associata in sede di immatricolazione o di reimmatricolazione degli stessi.
Una nuova targa storica potrà essere altresì rilasciata per gli autoveicoli, i motoveicoli e le macchine agricole mai cessati dalla circolazione e ancora muniti di targa storica originale rilasciata in Italia, in caso di furto, smarrimento, distruzione o deterioramento della targa stessa. In ogni caso la targa storica originale potrà essere rilasciata SOLO a condizione che la stessa, nell’Archivio Nazionale dei Veicoli (ANV) o nell’archivio del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), risulti essere già stata precedentemente associata al veicolo di interesse storico e collezionistico per il quale verrà richiesta l’immatricolazione o la reimmatricolazione.
In base a ciò che dispone il decreto dirigenziale del MIT, il rilascio delle targhe storiche originali spetta agli:– STA privati (agenzie di pratiche auto e delegazioni ACI abilitati allo Sportello telematico dell’automobilista), che provvedono con procedura telematica alla immatricolazione e alla reimmatricolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli di interesse storico e collezionistico, soggetti ad iscrizione al PRA. Gli STA privati rilasciano il documento unico di circolazione e di proprietà con contestuale associazione del numero della targa storica;
– uffici della Motorizzazione Civile, che provvedono alla immatricolazione e alla reimmatricolazione delle macchine agricole di interesse storico e collezionistico, nonché degli autoveicoli e dei motoveicoli di interesse storico e collezionistico non soggetti a iscrizione al PRA, mediante l’utilizzo delle procedure già in uso. La Motorizzazione rilascia la carta di circolazione con contestuale associazione del numero della targa storica.Prima di inoltrare la richiesta allo STA privato o in Motorizzazione (a seconda dei casi) dell’istanza di immatricolazione o di reimmatricolazione, gli interessati dovranno richiedere apposita visura dei dati presenti nell’ANV e nell’archivio PRA per la verifica del numero di targa storica associato al veicolo in sede di prima immatricolazione in Italia, ovvero in un momento storico successivo purché siano rispettati i limiti temporali di vetustà prescritti per la classificazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico.
Le istanze di immatricolazione e di reimmatricolazione sono soggette al pagamento delle ordinarie tariffe da corrispondere ai fini del rilascio del documento unico o della carta di circolazione. Per i veicoli soggetti a iscrizione al PRA, il corrispettivo per la produzione della targa storica originale di 549,00 euro per le autovetture (circa 750 euro con i diritti di agenzia, variabile a seconda dei singoli casi) e 274,50 euro per motoveicoli e macchine agricole (550 euro con i diritti di agenzia, anche in questo caso variabili a seconda del singolo caso) dovrà essere corrisposto, tramite versamento effettuato con bollettino PagoPa, dopo che la pratica di immatricolazione o di reimmatricolazione sarà stata convalidata con successo dal PRA. La ricevuta di pagamento sarà poi presentata all’ufficio della Motorizzazione che provvederà a inoltrare all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato la richiesta di produzione della targa storica.In caso di furto, smarrimento, distruzione o deterioramento della targa storica originale, la Motorizzazione provvederà a richiedere all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato la produzione di una nuova targa storica contenente la medesima sequenza numerica o alfanumerica della targa sottratta, smarrita, distrutta o deteriorata. Non sarà necessaria la reimmatricolazione del veicolo.
- Questo topic è stato modificato 2 settimane a da Gens Orsina.
FufuPartecipanteGrazie Giovanni per queste importanti info, sono certo che torneranno utili a non pochi utenti e tesserati.
Per chi volesse solamente sostituire le targhe per deterioramento, sai se è necessario restituire le vecchie o se è invece possibile tenerle? In tal caso, verrebbero annullate, perdendo quindi di valore?
Gens OrsinaModeratoreModeratoreCiao Federicoi,
sicuramente le vecchie targhe le ritirerebbero, proprio come avveniva in passato quando si cambiava provincia di residenza e vigeva l’obbligo di “ritargare” la macchina. Questo purtroppo è successo anche al mio cinquino originariamente targato Roma e poi Salerno. Aggiungo che verrebbe cambiato anche il libretto di circolazione, o meglio, su richiesta il vecchio ti sarebbe restituito, ma annullato.
FufuPartecipanteCiao Giovanni! Grazie molte per la risposta, hai chiarito i miei dubbi!
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