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Di Enrico Bo 

In tempi normali, in questo periodo d’inizio primavera, “svegliavamo” forzatamente le nostre auto storiche togliendo le coperture che le avevano preservate dalla polvere, nel locale aerato dove riposavano.

Si faceva un giro attorno, uno sguardo d’assieme e si procedeva con i controlli e gli interventi di rito.

La parte della sottoscocca era stata lavata prima di proteggerla spruzzando una miscela di olio bruciato, cherosene e grafite. Le testine dell’avantreno e i montanti erano stati ingrassati se ancora del tipo con gli ingrassatori, quindi, nessun intervento di ripristino in tal senso.

Le parti cromate della carrozzeria si ripulivano dal velo di olio di vaselina o di petrolio che le preservava durante l’inverno, così come le guarnizioni delle portiere e le altre parti di gomma.

Poi un controllo allo stato delle puntine platinate, alla loro apertura e una verifica dell’anticipo era di prassi.

L’olio motore veniva sostituito e, perché no, anche quello del cambio, in questo modo si controllava l’usura delle cuffie dei semiassi.

letargo1.jpgSi ricaricava la batteria (poli e morsetti protetti dall’apposito grasso) a meno che non adoperare un mantenitore di carica, e si provava a fare l’avviamento. Dopo i primi borbottii, il motore riprendeva a girare come l’avevamo lasciato.

Dopo i primi metri valutavamo la frenata e il primo giro d’approccio attorno all’isolato ci ricordava che, prima del letargo, avevamo avuto l’impressione di rilevare un eccessivo gioco all’avantreno. Ora ne avevamo conferma.

Se non si avesse a disposizione un ponte sollevatore, si alzava il più possibile la vettura dalla parte anteriore, mantenendola in posizione di sicurezza con degli appositi cavalletti in modo da avere una visione completa dell’avantreno per poter esaminare ogni componente e decidere come e dove intervenire.

Dall’esploso sottostante si possono vedere, evidenziati in giallo, le parti della tiranteria dello sterzo che occorre sostituire per ovviare all’inconveniente: le testine esterne e interne, la barra d’accoppiamento e il rinvio dello sterzo. Quest’ultimo si può revisionarlo sostituendo le boccole, ma dato il costo contenuto è preferibile acquistarlo completo.

Una volta smontate tutte le parti, si svitano le testine dai tubi filettati (che saranno puliti e verniciati), con l’avvertenza di contare i giri, per poi rimontare le nuove con la stessa accortezza.

Al termine dell’operazione occorrerà controllare e registrare l’assetto, rivolgendosi a un centro specializzato. Un tempo, in modo molto empirico, si usava una squadra e dello spago per compiere l’operazione.

Preventivamente occorre controllare il gioco della scatola dello sterzo, che, se eccessivo, si prenderà in considerazione la sua sostituzione.

 

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