di Ilenia e Oriana Folisi

Il Museo di Calascibetta si fa più ricco. Con l'arrivo della primavera hanno fatto il loro ingresso gli schizzi ad acquerello di un grande designer di Taipei Ariel Chi raffiguranti la Fiat 500 in scenari paesaggistici e naturalistici della città di Calascibetta e nel cortile esterno del Museo.

Ariel Chi è un professionista esperto di pubblicità con oltre trent'anni di esperienza nel campo della pubblicità sia a Taiwan che in Cile. Dopo aver fondato la sua azienda di pubblicità chiamata 6636 nel 2006, ha trascorso gli ultimi dieci anni assistendo diversi gruppi di clienti nel lancio con successo dei loro marchi. Insegna come docente in istituti di istruzione superiore a Taiwan. La sua passione per la Fiat 500 è nata grazie alla pagina Facebook e instagram del Fiat 500 Club Italia coordinamento di Enna circa 2 anni fa e in seguito a delle lunghe chiacchierate tramite i social con il fiduciario del coordinamento di Enna Pietro Folisi con cui ha instaurato una solida amicizia. Ci racconta che le pagine social del coordinamento sono state per lui fonte di inspirazione nel disegnare la Fiat 500 e possiede diversi modellini.

Giuliano Barsotti socio toscano del Fiat 500 Club Italia e ambasciatore della Band degli Orsi ha donato due creazioni, una casetta rossa personalizzata con una 500 blu sul tetto e un modellino di Giardiniera realizzati in gesso dipinto a mano da Simone Fiori di Arte Bersanti. Ricordiamo che La Band degli Orsi da più di venti anni è accanto ai bimbi ricoverati all'Ospedale Gaslini di Genova, è un'associazione di volontariato che ha come missione il miglioramento dell'accoglienza dei piccoli ospiti e dei loro genitori. Dal 2011 accoglie i genitori presso la loro struttura diurna "La Tana degli Orsi" e presso "I Rifugi degli Orsi", locali per l'ospitalità notturna. Hanno realizzato la "Tana degli Orsetti" l'asilo per i fratellini e le sorelline dei bimbi ricoverati. Per sostenere quest'associazione il fiduciario Pietro Folisi ha deciso di donare ad essa il suo 5 per mille.

L'artista Cav. Paul David Redfern, Americano d'origine che risiede e lavora da tempo in Italia (a Gorizia), dove nel 2014 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti artistici, ha donato una creazione digitale e sta realizzando per il Museo una serie ad hoc. Le sue opere sono fotomanipolazioni digitali che realizza con tre soli strumenti: un iMac, una fotocamera digitale e Photoshop. Ciò che rende le sue creazioni particolarmente suggestive è l'uso massiccio delle cosiddette texture grafiche, che suggeriscono l'illusione che il soggetto sia dipinto su una superficie reale anziché al computer. A caratterizzare ulteriormente i suoi "quadri", sempre in colori plumbei e con ampio utilizzo dell'effetto ruggine, ci sono figure nascoste nella composizione che richiedono, per essere individuate, un'osservazione attenta e prolungata tra giochi di sovrapposizioni e trasparenze. La sua passione per la 500 lo ha portato, nel 1994, a elaborare un suggestivo progetto artistico denominato "Photomorfosi", è un possessore di due Fiat 500 storiche.

L'artista di Toscolano Maderno (Bs) Monica Tomasi ha donato un orologio creato ispirandosi al logo dell'evento organizzato dal Fiat 500 Club Italia "World Wide Meeting" che si terrà il 2-3-4 luglio in occasione del quale il coordinamento di Enna organizzerà un piccolo evento per i soci al Museo.

Dario Calderone siciliano di origine che risiede a Formia ha inviato la partitura del suo brano "Noi che giriamo in 500" che sarà esposta al Museo. Questo brano è stato inserito nel testo scolastico Music Band destinato alla scuola secondaria di primo grado edito da La Scuola.

Al Museo potrete inoltre ammirare un orologio da tavolo Fiat 500 che è stato regalato dalla ditta di Torino Con Stile di Alessandro Pisto al fiduciario Pietro Folisi.

Come sempre un doveroso ringraziamento va a tutti coloro che ogni mese continuano con passione ed entusiasmo ad inviare al fiduciario Pietro Folisi nuovo materiale per il Museo. Ricordiamo a tutti coloro che vorrebbero donare le loro creazioni che il Museo rimane sempre aperto ad accogliere le loro opere.