› Forum › Piazza pubblica › Dischi orari d’epoca: che passione!
- Questo topic ha 62 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 03/02/202609:37 da Gens Orsina.
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Gens OrsinaModeratoreModeratore
Fino agli anni Settanta del secolo scorso in Sicilia c’era un buon numero di testate giornalistiche che si dividevano il territorio su base provinciale, ad eccezione de “Il Giornale di Sicilia” che aveva una diffusione regionale. A Palermo si stampava “L’Ora”, a Catania “Il Giornale dell’Isola”, “Il Corriere di Sicilia”, “La Sicilia” ed “Espresso Sera”. A Messina “Gazzetta del Sud e “La Tribuna del Mezzogiorno”. Non sono in grado di sapere se fu quest’ultima testata o il concorrente “Giornale di Sicilia” a regalare per primo i dischi orari che pubblico, ma è significativo sottolineare che anche l’editoria in quegli anni si ispirò al cartoncino segnatempo per farsi un po’ di pubblicità.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreFino ad alcuni decenni fa era prassi che i medici che esponevano sul cristallo della propria vettura il contrassegno rilasciato dal loro Ordine d’appartenenza, venissero considerati esenti dal pagamento della sosta e potessero parcheggiare liberamente anche in zone di divieto, se l’automezzo non dava intralcio alla circolazione. Da qualche anno, probabilmente per l’eccessivo allargamento di questa consuetudine, la materia è stata rivista e diversi comuni non considerano più valido lo stemma per detto scopo. La facilitazione per parcheggiare e sostare gratuitamente è riservata ora ai soli professionisti incaricati prevalentemente da strutture pubbliche, di svolgere nelle abitazioni dei pazienti prestazioni sanitarie per trattamenti specifici e comunque previa richiesta di autorizzazione. Detto ciò, e ritornando in tema, pubblico le immagini di un paio di dischi orari d’epoca che gli informatori scientifici di allora, su incarico di case farmaceutiche, regalavano ai medici, i quali potevano usarli in occasione di visite domiciliari, soprattutto in mancanza del già citato contrassegno rilasciato dal loro Ordine.
riccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteRicordo un disco orario simile al terzo in foto, mio papà era informatore medico scientifico e per un certo periodo, quando preparava le buste con i campioni delle medicine, ne metteva sempre uno a corredo
Gens OrsinaModeratoreModeratoreCome sappiamo bene, in Italia dal 1985 è disponibile quel tipo di benzina senza piombo comunemente chiamata “verde”. In Europa tutte le automobili prodotte dal 1994 devono avere obbligatoriamente la marmitta catalitica e utilizzare solo questo carburante, che peraltro dal 2002 è l’unico disponibile alla pompa oltre a quello da 98 ottani.
Il breve testo presente sul retro del disco orario che vi mostro oggi, così come il logo, mi portano entrambi a credere che il cartoncino sia stato realizzato sul finire degli anni Novanta, quasi certamente prima del 1998. La conferma è nella storia del design del marchio. L’immagine del “Cane a sei zampe” posizionata all’interno di un quadrato giallo dagli angoli arrotondati e la scritta Agip nera in campo bianco, fu infatti creata nel 1968 e modificata appunto nel 1998 quando il “Cane” venne trasferito in un’area completamente gialla e la scritta “Agip” fu cambiata in “Eni”. Rimarrà così fino al 2009, anno in cui il marchio subirà un’altra trasformazione: il “Cane” è in alto e per metà fuori dal campo giallo (vedi foto 3). Per concludere, da alcuni mesi, ad iniziare da Torino e Sanremo, è in atto un rebranding dello storico marchio che cambia anche nel colore passando dal giallo all’azzurro.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreQuesto affascinante disco orario secondo me edito all’inizio degli anni Sessanta, presenta nella parte anteriore una pubblicità Agip multiprodotto dalla quale traggo spunto per raccontare un paio di curiosità.
Partiamo con la scritta MAS, che come indicato rappresentava l’acronimo di Miscela Agip Super. I più giovani di voi non sanno che questo tipo di carburante, essenziale per i motori a due tempi, veniva preparato al momento della vendita. La specifica pompa per l’erogazione, disponeva di due cilindri in vetro. Azionando ripetutamente una leva di aspirazione, nel primo il benzinaio immetteva 1 litro di benzina, nell’altro l’olio minerale nella percentuale scelta, da 2 a 10, regolata ruotando un’apposita manopola (foto 3).
Lo Special Energol Visco-Static era invece l’olio minerale Agip (SAE 15W-50) sviluppato in collaborazione con la British Petroleum e in quegli anni fu una vera innovazione poiché a differenza degli altri lubrificanti, non necessitava di essere cambiato due volte all’anno, estate e inverno, bensì come affermava la pubblicità era un “Olio per tutte le stagioni”. Notate che in questo caso il logo non è il famoso cane a sei zampe, testimonial della benzina, bensì un serpente dal quale ugualmente esce la fiamma dalla bocca.
Gens OrsinaModeratoreModeratorePassano alcuni anni e nel 1968 Agip abbandona la produzione e commercializzazione dell’olio minerale per dedicarsi a quello sintetico. La promozione pubblicitaria del noto Sint 2000 avviene anche attraverso un disco orario ma indubbiamente la più famosa si realizza attraverso “Carosello”.
Lo spot, del quale allego il filamto(si noti la presenza anche di alcune Fiat 500) si concludeva con l’animosa frase: “Se dovete cambiare olio, ricordate che Agip ha iniziato la rivoluzione nel campo degli oli lubrificanti, Provate Agip Sint 2000 con olio di sintesi: combatte per il vostro motore e vince sempre”. La curiosità però secondo me è il gadget regalo che consisteva in un’audiocassetta. Oggi basta accendere il telefonino o il computer per ascoltare gratuitamente musica di ogni genere. In quegli anni invece, andare in una stazione di servizio Agip per avere un nastro con un singolo brano musicale, spendendo 500 lire e restituendone un altro usato, era considerato un vero affare.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreSeppur di poco, questo comunissimo disco orario è certamente antecedente al 1994. Fu in quell’anno infatti che a seguito di un processo di ristrutturazione e privatizzazione del settore delle telecomunicazioni italiane, SIP – acronimo di Società Italiana per l’Esercizio Telefonico – insieme a Iritel, Italcable, Telespazio e Sirm, si fusero dando vita Telecom. Per la banalità della grafica e la mancanza di originalità non dovrebbe essere incluso in questa rassegna ma per noi già adulti in quegli anni, ancora oggi quando sentiamo parlare di SIP è inevitabile non pensare alla straordinaria, eccezionale e divertente pubblicità televisiva, giudicata la numero uno nella storia italiana del settore. Si tratta dello spot “Una telefonata allunga la vita”, creato dall’agenzia di Armando Testa, girato a Roma presso la Cava della Magliana, con Massimo Lopez e la regia di Alessandro D’Alatri. Ricevette diversi premi, tra cui la Targa d’Argento della Comunicazione, il Grand Prix Pubblicità Italiana, l’Agorà d’Oro e, non ultimo il riconoscimento per la miglior regia al Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes. Chi lo ricorda sarà sicuramente contento di rivederlo, mentre chi non lo conosce sono sicuro che lo apprezzerà e si divertirà proprio come noi. Buona visione e al prossimo disco.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreQuesto disco orario vintage, con molta probabilità faceva parte dei gadget che l’ACI donava ai soci che rinnovavano la tessera annuale, la quale, fra le altre cose, dava il diritto di avere l’autosoccorso in caso di incidente o guasto al motore. Come tanti di voi già sanno, infatti, fino ad alcuni decenni fa l’Aci era nota a tutti gli automobilisti soprattutto per il Servizio Stradale, che era stato istituito nel 1955 grazie a un’intesa con quelle compagnie telefoniche regionali che lo detenevano fin dal 1930. Contestualmente si diede vita al servizio telefonico 116, numero unico valido in tutta Italia (vedi nella foto 2 il cartello stradale, purtroppo sbiadito) Ai centralini delle diverse compagnie telefoniche venivano generalmente destinate le operatrici più dinamiche e con maggiore esperienza. A loro arrivavano in ogni momento del giorno e della notte le richieste angosciose di automobilisti in difficoltà sulla strada. La telefonata che è passata alla storia è del 1960 e ve la racconto: «Pronto, Servizio di Soccorso Stradale: parli pure, signore». «Un incidente…ho avuto un gravissimo incidente al trentesimo chilometro della Cassia». La voce era ansiosa e preoccupata. «Mi mandi subito qualcuno, ma faccia presto: la mia povera Isabella è in condizioni disperate». «Cosa è accaduto?» chiese spaventata la signorina del centralino della Teti, pensando a una persona ferita e insanguinata, mentre iniziava a comporre il numero della Croce Rossa. «Ha l’avantreno e una fiancata sfondati». «Come? Chi è Isabella?». «La mia macchina: una Borgward Isabella 1500…sono finito contro un albero!!». Dalla fine del secolo scorso sono le compagnie di assicurazione che si occupano del soccorso stradale. Da allora molti automobilisti hanno rinunciato all’iscrizione all’ACI che, oltre all’autosoccorso e ai gadget, regalava un abbonamento alla rivista patinata “L’Automobile”.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreDalla grafica e dai colori daterei questo gadget Fiat agli anni Ottanta. La confezione regalo conteneva un insolito disco orario in plastica, un portaschede autostrade, un portapenne e un memo-notes. La conferma dell’epoca l’abbiamo dalla pubblicità televisiva del “Sistema Usato Sicuro Fiat e Lancia” che è stata trasmessa in televisione dal 1983 al 1985. Certamente non la si può paragonare a quella della SIP che vi ho mostrato di recente e che rimane unica nel suo genere, ma è comunque divertente e in ogni caso ci ricorda come ci si vestiva in quegli anni.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreRimaniamo in tema Fiat. Questa volta siamo nel 1967 perché fu il 22 aprile di quell’anno che la Casa di Corso Marconi presentò la 125 berlina, un’altra vettura uscita dall’estro di Dante Giacosa. Molto bello il disco orario che regalavano i concessionari a chi si recava nell’occasione presso i loro saloni. La macchina – 1.600 cc. di cilindrata, 90 CV, Velocità 160 Km/ora – era dotata di due alberi a camme in testa, 4 freni a disco e servofreno. Costava 1.300.000 Lire.
Ecco lo spot pubblicitario d’epoca.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreUn disco orario senza dubbio noto a tutti, che riguarda ancora una volta la Fiat. La foto me l’ha inviata Riccardo, che saluto, il quale ne ha un esemplare simile. Lo ringrazio inoltre perché in questo modo mi consente di parlare di un altro famoso spot, quello del Paraflu, oltretutto in tema in questi giorni viste le temperature polari. Recentemente ho postato il favoloso video della SIP evidenziando tra l’altro che la regia era di Alessandro D’Alatri. Ebbene questo geniale direttore artistico, che purtroppo ci ha lasciato un paio di anni fa, nel 1988 aveva girato anche la pubblicità passata alla storia come “Atai Paraflu”. Parlato in lingua Inuit ma comprensibile da tutti (Atai significa “Andiamo, Forza” – ma per gli italiani il termine assunse il significato di “Voglio!!”) il filmato venne realizzato in cinque giorni in Canada, nella zona del Qikiqtaaluk che si trova oltre il Circolo Polare Artico. Era ottobre, ma le temperature erano talmente fredde da mettere a rischio le attrezzature tecniche e risultare insopportabili per l’intera troupe che faceva i turni per stare all’aperto. Il problema principale riguardò la scena della slitta, poiché si corse il rischio che il ghiaccio si rompesse.
Per chi non conosce il simpatico video o a chi vuole rivederlo ve lo mostro. Sono certo che se fosse uscito oggi sarebbe diventato “virale”.Gens OrsinaModeratoreModeratoreAnche se a metà degli anni Sessanta ero già adolescente, non ricordo che a quel tempo la pubblicità discografica si facesse anche attraverso i dischi orari. Siamo nel 1967 e la RCA Italiana regalava questo oggetto a chi acquistava il 45 giri “Ore d’amore” inciso da Fred Bongusto, un artista molto popolare, considerato il prototipo di cantante confidenziale della musica leggera italiana. Il brano è la cover del più famoso “The World We Know (Over and Over)”, inciso nello stesso anno da Frank Sinatra. Il video che vi mostro è relativo alla trasmissione televisiva Canzonissima del 1968. Fred Bongusto canta questa canzone dopo che Walter Chiari lo ha presentato.
FufuPartecipanteIncredibile lavoro di ricerca da parte del nostro caro Giovanni! Rimango affascinato ogni volta che apro questo topic, e mi domando quali possano essere i futuri dischi orario proposti!
Nel mentre, cercherò anche io di reperire foto a riguardo tramite alcuni amici, non si sa mai che ne spunti qualcuno di interessante come quelli raccontati fin’ora!
Gens OrsinaModeratoreModeratoreGrazie “Bardascio”, i complimenti fanno sempre piacere. Circa il futuro dei dischi orario ho ancora qualche colpo in canna da sparare ma ho la sensazione che le munizioni stiano finendo. Buon anno ancora Fufu.
FufuPartecipanteMai disperare! Buon anno anche a te!
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