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- Questo topic ha 62 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 03/02/202609:37 da Gens Orsina.
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Gens OrsinaModeratoreModeratore
Qualche settimana fa abbiamo visto insieme il disco orario che usavano i medici in occasione delle visite domiciliari. Ora vi mostro quello che regalava ai propri iscritti l’Ordine Nazionale dei Farmacisti. È rappresentato dal classico Caduceo formato da due serpenti intrecciati che simboleggiano la dose terapeutica e quella tossica e sono tenuti in equilibrio dalla bacchetta del dio Hermes, la divinità dell’Antica Grecia poi Mercurio per i Romani, paragonato al farmacista perché entrambi in grado di distinguere l’uno dall’altro.
TruvlinoModeratoreProvo anch’io a dare un contributo a questo topic anche se limitato al semplice inserimento di questo disco orario in quanto non di mia proprietà, mi sono limitato a fotografarlo senza poter offrire nessuna descrizione o storia su di esso. Questo particolare gadget ha catturato la mia attenzione per la sua particolare forma che ricorda la sagoma di una 500…bisognava proprio postarla
Gens OrsinaModeratoreModeratoreCiao Giuliano, grazie per il contributo. Grazioso questo disco che effettivamente richiama la forma della 500. Ho visto in internet che ci sono diverse attività con questo nome, ma in considerazione del plurale usato potrebbe trattarsi di autoscuola con sedi a Borgo Panigale e Anzola dell’Emila, cittadina dove gestisce anche un centro revisioni.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreQuesto disco orario è sicuramente il più curioso tra quelli che ho visto. L’automobilista supplica l’autorità preposta ai controlli affinché in caso di inadempienza si mostri indulgente. Sarà mai stato esaudito ?
Gens OrsinaModeratoreModeratoreNegli anni Sessanta, Shell promosse tramite i media una benzina definita di alta qualità. “Una ventata di accelerazione” recitava il motto poiché, come documentato anche negli spot (vedi sotto) si garantiva che a parità di modello, le automobili alimentate con il Super Shell A – “di straordinaria potenza” – andavano più veloci di quelle rifornite con carburante convenzionale e dopo appena un chilometro le distanziavano di circa cinquanta metri. Vi ho menzionato questo perché come potete vedere, Shell in quel periodo regalava anche un disco orario pubblicitario.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreQuesto disco sicuramente ha più di sessant’anni di vita e veniva regalato nei distributori della Shell (o pompe di benzina che dir si voglia) in un epoca in cui il termine stazioni di servizio non era ancora diffuso. Il Super 100 Multigrade è stato un olio minerale usato fino agli anni Sessanta ed era noto perché tra i primi a impiegare additivi non metallici, che prevenivano la creazione di residui di cenere metallica nei motori, mantenendo le camere di combustione più pulite. Posto le immagini anche di due lattine, considerate ormai pezzi storici per gli appassionati della storia delle officine.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreUn disco orario non storico, non vintage ma sicuramente originale e curioso. Probabilmente attorno al primo decennio del nuovo secolo, la Booklet Editions pubblicò un album dedicate al personaggio di Ugo Fantozzi da completare attaccando figurine. Corredato dalle sue più note battute, citazioni e frasi, acquistandolo si riceveva in omaggio anche un disco orario sponsorizzato da una carrozzeria di Roma, sul quale non poteva mancare il disegno della famosa nuvoletta che incombe sulla testa del ragioniere più famoso d’Italia.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreLo stabilimento balneare Florida di Torvajanica, appartiene alla storia di quella zona costiera romana a sud di Ostia. Tra i lidi più grandi, fu inaugurato a maggio del 1962. Il disco orario è affascinante non solo per il suo aspetto vintage ma per l’originalità che presenta sul retro dove è presente l’elenco della maggior parte dei Comuni del Lazio con la distanza in chilometri da Roma e il nome della relativa strada che li collega alla Capitale.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreNegli anni Ottanta, per aumentare le vendite, la maggior parte dei quotidiani, utilizzò la tecnica dei giochi a premio. La Stampa lo fece con “Ciak si gioca, Ciak si vince” che aveva un ricco montepremi: 16 Lancia Prisma, 1 Lancia Thema, 400 milioni in gettoni d’oro, 32 viaggi alle Maldive e 80 TV Color Radio Marelli. Il quotidiano pomeridiano torinese “Stampa Sera” lo chiamò invece il “Bingo 3” perché si partecipava tramite cartelle che venivano estratte o abbinate alle notizie e ai numeri pubblicati sul giornale, consentendo ai lettori di vincere premi in denaro o buoni acquisto Coin. I dischi orari, offerti gratuitamente nelle edicole in occasione del lancio pubblicitario, sono del 1986. Aggiungo una mia personale breve considerazione, che richiederebbe più tempo e attenzione. Oggi non solo non esistono più edizioni pomeridiane dei quotidiani, ma da qualche tempo, a causa della crisi del settore, stiamo assistendo alla chiusura della maggior parte delle edicole. È uno dei segni evidenti del cambiamento dei tempi.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreQuello che vi mostro oggi è un disco orario Mobil che risale al 1965. L’aspetto interessante è che, se nella parte anteriore svolge la funzione di strumento per la sosta oraria, sul retro riporta i risultati conseguiti da auto di serie di ogni marca e cilindrata che, rifornite con carburante e olio Mobil, percorsero sull’anello di alta velocità dell’Autodromo di Monza, 765 chilometri, corrispondenti alla distanza autostradale tra Milano e Napoli. Il disco è fermo su due modelli: una Fiat 1100 D che a una velocità media di 91 Km/h consumò un litro di benzina ogni 15,2 chilometri, mentre una Innocenti Morris IM3, viaggiando a una media di 107 Km/h utilizzò un litro di benzina ogni 13,1 chilometri. Sarebbe stato interessante avere informazioni sui dati della Fiat 500.
Ale74PcModeratoreDirei che è possibile definire questo topic come un vero e proprio museo virtuale.
Collezione (seppur solo di immagini) veramente completa.
A dire il vero io sarei in attesa di vederne una tipologia in particolare…
Attendo (per il momento) e seguo con interesse. 😉
Gens OrsinaModeratoreModeratoreCiao Ale, grazie per l’interesse che hai manifestato. Sarei curioso di conoscere la “tipologia particolare” di dischi che sei in attesa di vedere, magari posso interessarmene.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreIn merito all’Autodromo di Monza, esiste un altro disco orario degli anni Sessanta che, come il precedente della Mobil, ne fa menzione. Si tratta di quello Pirelli, società che ha sede a pochi minuti dall’impianto brianzolo e che ha un legame storico con lo stesso. Nel 1939 su questo tracciato venne persino realizzata una variante che si inseriva in un circuito ad alta velocità al quale era stato dato il nome della nota fabbrica in quanto usato esclusivamente per testare gli pneumatici. Utilizzato fino al 1954 oggi non esiste più ma viene ancora ricordato, così come le due curve “Porfido” chiamate in tal modo per il materiale con cui erano pavimentate.
Ale74PcModeratoreGens Orsina ha scritto:
Sarei curioso di conoscere la “tipologia particolare” di dischi che sei in attesa di vedere, magari posso interessarmene.Ciao Giovanni.
Recentemente mi è sfuggito per un soffio un disco orario in materiale plastico rigido.
Ricordo mio padre che ne aveva uno sulla GS di famiglia. Durante un inverno particolarmente rigido si ruppe in mille pezzi.
Ne pubblico uno molto simile, foto presa dalla rete.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreCiao Ale,
non dovrebbe essere difficile trovarne uno simile. Anche mio suocero lo aveva sulla sua Simca 1301. Glielo aveva regalato l’agente della compagnia assicurativa La Nationale e purtroppo è andato perso. La peculiarità di questi oggetti, rettangolari e in plastica rigida, risiedeva nel fatto che si collocavano all’interno del parabrezza in modo stabile e non come per quelli quadrati in cartone che erano riposti nel cassettino portaoggetti e tirati fuori all’occorrenza. Buon fine settimana e continua a seguirmi perché a breve pubblico la storia di un altro disco.
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