› Forum › Piazza pubblica › Dischi orari d’epoca: che passione!
- Questo topic ha 86 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 19/03/202609:29 da Gens Orsina.
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Gens OrsinaModeratoreModeratore
Aral è un marchio di carburanti che ha operato in Italia a partire dal 1960 e fino al decennio successivo, epoca in cui venne gradualmente prima affiancato e poi sostituito da quello Mobil. La campagna pubblicitaria, all’epoca era incentrata sul logo a forma di diamante. Come in altri dischi orari, anche in questo caso l’originalità del pezzo sta nel retro, dove meticolosamente è presente la tabella delle disposizioni delle principali città italiane, relative agli orari in cui vigeva l’obbligo di esposizione del disco. Oggi le stazioni di servizio Aral sono molto diffuse in Germania e in Lussemburgo.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountriccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteNel cassetto portaoggetti della Punto Classic di mia zia non solo ho trovato il disco orario della BP, ho trovato anche questo disco orario orizzontale che pubblicizza un’attività commerciale di Lido di Camaiore, ovvero un’ oreficeria che lo regalava ai propri clienti, immagino più affezionati. Un po’ come dire che un parcheggio in zona disco vale oro..
(anche all’epoca)Attachments:
Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreRiccardo, che saluto, con la sua arguzia ci ha portati nel mondo della plastica. E sì, perché a partire dagli anni Settanta si iniziò a impiegare tale materiale sintetico per fabbricare questi oggetti e di conseguenza, da allora, l’uso del cartone si ridusse progressivamente, fino ad essere completamente sostituito. A tal proposito, vi presento un disco orario in plastica munito anche di una comoda ventosa che serviva per fissarlo all’interno del parabrezza, rendendolo facilmente rimovibile. Lo regalava la Colussi, la famosa azienda dolciaria nata a Venezia nel lontanissimo 1791, ma che negli anni Cinquanta decise di trasferire l’attività a Perugia, dove tuttora opera.
- Questa risposta è stata modificata 1 mese a da Gens Orsina.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreI cosiddetti tormentoni, non sono fenomeni recenti ma sono sempre esistiti. Nel 1966 era in auge lo slogan: “Metti un tigre nel motore”, legato a una grande campagna pubblicitaria avviata in Italia dalla Esso. Lo scopo era di propagandare il super carburante Esso Extra Nuova Formula, che a detta della compagnia petrolifera statunitense oltre a garantire la pulizia del motore, dava alla macchina una maggiore potenza e accelerazione paragonati a quelli di una tigre, anzi di un tigre. Tanti i gadget che venivano regalati agli automobilisti che si rifornivano presso le stazioni di servizio. In aggiunta a spille, matite, adesivi c’era anche il disco orario che vi mostro. Il più ambito era però la coda in peluche del noto felino che molti legavano in cima all’antenna dell’autoradio così da farla sventolare quando si prendeva velocità. Con l’occasione vi mostro anche un celebre spot televisivo d’epoca.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreDicesi disco: “un oggetto piano di forma circolare”. Ma se questa è la giusta definizione, perché anche i segnalatori di sosta di forma rettangolare vengono chiamati dischi? Me lo sono chiesto diverse volte ma così è e pertanto, come diceva Maurizio Ferrini in Quelli della Notte “Non capisco ma mi adeguo”. Anche in questa occasione, pur se la sua forma è oblunga, lo definisco pertanto disco. Risale ai primi anni Sessanta e veniva dato in omaggio dai distributori Esso, la compagnia petrolifera della quale ho mostrato precedentemente un altro oggetto simile, in quel caso associato alla campagna pubblicitaria del Tigre.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreE concludiamo – almeno per ora – la rassegna dedicata al brand Esso, con un disco orario che pubblicizzava l’olio Uniflo 10W-40 (come evidenziato nella pagina allegata, era disponibile anche il 10W-50). Lo slogan recitava: “Potete anche far impazzire il vostro motore sulle autostrade ma Uniflo non si scompone: mantiene il tempo anche quando gli altri stonano!”.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreCambiamo decisamente tema con questo disco orario dal design accattivante che ci fa capire ulteriormente come in epoche passate si utilizzassero anche oggetti di questo tipo per propagandare i più svariati prodotti commerciali. Il Calzificio Ambrosiana, è un’impresa artigianale fondata nel 1952 a Montecchio Emilia tuttora in attività. L’epoca in cui fu realizzato il disco dovrebbe essere il 1963 circa, perché è da allora che le donne iniziarono a indossare i collant e le calze autoreggenti (queste ultime oggetto della pubblicità) che complice l’arrivo della minigonna lanciata da Mary Quant relegarono il reggicalze al dimenticatoio.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreNon vi ho mai detto che il disco orario è coetaneo della Fiat 500. Nasce infatti a Parigi nel 1957 con l’obiettivo di ridurre i tempi di sosta delle sempre più numerose automobili in circolazione, alleviando così alle città il problema del sovraffollamento nei parcheggi. Come abbiamo visto, inizialmente mostrava sia l’orario di arrivo che quello di partenza e questo in un primo momento ingenerò confusione. Ben presto il suo uso si estese in tutti i paesi europei, ma solo nel 1979 la Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti decise di stabilirne lo standard e le regole tra cui:
- l’evidenziazione di una lettera P a carattere maiuscolo;
- l’indicazione della sola ora di arrivo da impostare arrotondandola al quarto d’ora successiva e;
- l’obbligo dell’esposizione in modo visibile sul cruscotto.
Termino con un’informazione che forse molti non conoscono. Il nostro Codice della Strada, non impone all’automobilista di usare il disco orario poiché è consentito segnalare l’orario di arrivo anche su un comune pezzo di carta.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreCome si può notare, questi due dischi orari sono simili e quindi probabilmente realizzati dalla medesima agenzia pubblicitaria che dovrebbe aver avuto sede in Piemonte in quanto entrambe le aziende reclamizzate sono torinesi. Nello specifico, va sottolineato che la tipologia di modello rientra tra quelli in cui è possibile indicare solamente l’ora di arrivo e pertanto sono da collocare temporalmente dopo il 1979. Come ho già scritto, è infatti questo l’anno in cui la Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti fissò gli standard per la loro creazione, tra cui l’eliminazione del dato riguardante l’orario di fine sosta. La conferma l’abbiamo anche dalla dicitura “Disco Controllo Sosta Internazionale”.
Galup, è una celebre azienda dolciaria fondata da Pietro Ferrua nel 1922 a Pinerolo ed è rinomata per aver creato il panettone basso con copertura in glassa alle nocciole del Piemonte. Il nome le deriva dal dialetto locale col significato di “goloso”.
Sulla Martini non c’è bisogno di dire altro poiché è uno dei marchi italiani più famosi al mondo.Attachments:
Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreIn precedenza, abbiamo visto che alcuni dischi mostrano una richiesta di clemenza rivolta ai vigili controllori della sosta. Di norma tali oggetti venivano prodotti per conto di piccole ditte in ambito locale oppure venduti senza alcun tipo di pubblicità. In questo caso, la bizzarria risiede nel fatto che la richiesta di indulgenza è promossa dall’azienda che porta il nome dell’inventore dello pneumatico, che era ed è tra le prime al mondo in questo settore: la Dunlop.
Colgo l’occasione per mostrarvi un video pubblicitario che risale ai primi anni Ottanta nel quale si afferma e si dimostra che un pneumatico Dunlop Denovo, benché bucato e squarciato “…ti porta sicuro per 160 chilometri a 80 all’ora”.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreNel campionato mondiale di Formula Uno, fino al 1972 i numeri di gara venivano assegnati alle vetture ad ogni singolo evento. Nel 1973 la prassi cambiò e furono attribuiti in base alla classifica del precedente campionato e da allora ciò divenne una regola fissa. L’immagine presente su questo disco orario potrebbe quindi riferirsi al titolo di campione del mondo conquistato da Jackie Stewart nel 1971, quando quale prima guida di una Tyrrell Ford ricevette talvolta il numero 11, altre il 12. Ciò che però non mi convince è il disegno del casco poiché nella realtà, quello che indossava il famoso pilota era bianco con il disegno del tartan scozzese. Quell’anno come secondo pilota c’era François Cevert, il quale anche lui aveva un casco con motivi particolari ma ugualmente differente da quello dell’immagine di cui stiamo parlando. Detto ciò, va sottolineato che la pubblicità presente nel disco orario riguardava la compagnia petrolifera francese Elf (sponsor della Tyrrell Ford), società che in seguito si fonderà con la Total-Fina per diventare nel nuovo millennio Total, oggi TotalEnergies.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreLa Fiat 124 ha costituito un’altra significativa creazione di Dante Giacosa. Venne presentata nel 1966 e conquistò subito un grande successo tanto che nel 1967 si aggiudicò il titolo di “Auto dell’Anno”. Prodotta anche in varianti Familiare, Coupé e Spider, il modello Berlina nel 1974 fu sostituito dalla Fiat 131. In aggiunta al disco orario d’epoca pubblico anche un simpatico video promozionale che la riguarda.
https://www.youtube.com/watch?v=rB4vWZWUrlE
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountAle74PcModeratoreGrazie Giovanni, seguo sempre i tuoi aggiornamenti.
Ci sarà qualcuno che Il disco orario della 124 lo apprezzerà in modo particolare.
Gens OrsinaModeratoreModeratoreCiao Alessandro, mi fa piacere sapere che segui con interesse questo argomento che, prendendo spunto dai dischi orari, mi permette di ampliare il racconto a temi di un tempo passato che ho vissuto in prima persona. Dalla Fiat 124, ci spostiamo ora alla Fiat 125,
Nel 1962 L’Alfa Romeo lanciò la Giulia, un’auto che scatenò un vero e proprio terremoto in casa Fiat poiché la 1500 era ormai ritenuta superata e il progetto della 132, che doveva prenderne il posto, era ancora in fase embrionale. La direzione della Casa di Corso Marconi, decise di i tamponare la situazione chiedendo a Dante Giacosa di realizzare una berlina in 18 mesi. Abituato a simili sfide l’ingegnere ancora una volta riuscì nell’intento e il nuovo modello fu presentato ufficialmente il 22 aprile del 1967, con tre mesi di anticipo rispetto a quanto previsto. La nuova nata prese il nome di Fiat 125 e ricevette subito riscontri favorevoli da parte di pubblico e critica. Come fatto in occasione della Fiat 124, anche in questo caso, oltre al disco orario d’epoca – che veniva consegnato agli acquirenti insieme al kit di documenti – pubblico un video pubblicitario che la riguarda.
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Le immagini sono riservate ai soci in regola con il tesseramento per l'anno corrente. Accedi al tuo accountGens OrsinaModeratoreModeratoreUn disco orario che suscita interesse, specialmente nella parte posteriore, dedicata all’Autostrada del Sole. Qui sono indicate le distanze chilometriche tra i vari caselli e segnalate le aree di servizio Total, sponsor dell’oggetto. Nella piantina il tragitto Milano Napoli, si interrompe a Roma Nord per riprendere a Roma Sud (o viceversa) poiché non essendoci ancora la cosiddetta bretella Fiano Roman-San Cesareo, che oggi unisce i due tronchi – sarà aperta nel luglio 1988 – era necessario uscire dall’autostrada, transitare per il Grande Raccordo Anulare e poi rientrare. Analoga situazione si verificava per la tratta Napoli Salerno. In questo caso era necessario uscire a Napoli, attraversare le strade della periferia partenopea e rientrare a San Giovanni a Teduccio (o viceversa). Questo accadeva prima del 1975 anno in cui fu inaugurata la A30 Caserta Salerno.
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