
di Vincenzo Siragusa
La 500, piccola grande signora delle strade italiane, non è per noi un semplice mezzo di trasporto: è una nonna elegante che racconta storie, è una compagna di viaggio che unisce padri e figli, amici e nuovi arrivati. Attorno a lei si crea un cerchio, come attorno a un focolare acceso. E in quel cerchio ognuno trova il proprio posto.
Domenica 1 marzo questo spirito ha preso forma in un evento che è stato molto più di un raduno. I soci di Palermo, insieme agli amici dei Coordinamenti di Marsala e Trapani guidati dai fiduciari Vito Tarantola e Giuseppe Lacommare, hanno affrontato una vera e propria “scalata” verso Monte Pellegrino, che sovrasta la città.
Le 500, allineate come piccole formiche operose, hanno risalito la strada tornante dopo tornante. Ogni curva un sorriso, ogni sosta uno scambio di ricordi, ogni rombo un battito collettivo. Perché quando si viaggia insieme, anche la fatica diventa festa.
Giunti in cima, davanti al Santuario di Santa Rosalia, luogo simbolo della spiritualità palermitana e meta di pellegrinaggi che da secoli uniscono fede e tradizione, le auto sono state benedette dal Rettore Don Natale. Il Santuario, incastonato nella roccia del monte e affacciato su uno dei panorami più suggestivi del Mediterraneo, custodisce la memoria della “Santuzza”, patrona della città, e rappresenta per i palermitani un punto di riferimento spirituale e identitario. È stato un momento intenso, che ci ha visto consapevoli di essere parte di qualcosa di più grande.
Un ringraziamento speciale va ai fiduciari e agli amici dei gruppi di Marsala e Trapani, la cui presenza ha reso questa giornata ancora più ricca di amicizia e condivisione. Un sentito grazie anche alla Pasticceria D’Alia, sponsor ufficiale del Coordinamento di Palermo, che con il suo sostegno accompagna le attività del Club e contribuisce a rendere ancora più dolci i momenti di incontro tra i soci. Palermo, Marsala e Trapani, unite dalla stessa passione, hanno dimostrato che la distanza si annulla quando il cuore batte allo stesso ritmo.
E così, tra una salita e una benedizione, tra uno scatto fotografico e una stretta di mano, abbiamo rinnovato il nostro patto silenzioso: custodire non solo un’auto, ma un modo di stare insieme. Perché sulle nostre quattro piccole ruote viaggia qualcosa di immenso: lo spirito della grande famiglia del Fiat 500 Club Italia.

