
Amazzonia, un fiume inarrestabile di bellezza…
Un mare di passioni, un fiume inarrestabile di bellezza…chissà perché quando dobbiamo evocare sentimenti intensi ricorriamo a metafore che riguardano l’acqua.
C’entra sicuramente il fatto che il nostro corpo è composto di acqua per oltre il 60%; che la vita nasca dall’acqua non è quindi solo una suggestione poetica…Il flusso inarrestabile di bellezza che arriva dall’Amazzonia scorre sulla presenza imponente di grandi fiumi che ne segnano l’esistenza stessa, e di un microclima di cui ha bisogno l’intera umanità .
«Nessun uomo è un’isola», scriveva John Donne.
Ogni essere umano è parte di una rete di relazioni che lega persone, animali, piante, fiumi e territori. È questa visione interconnessa del mondo che guida Amazzonia. La cultura dell’essere, un format curato da Giuliano Arnaldi e Lorenzo Gaudenti in continua evoluzione, che potrete seguire presso i #MagazzinidelMap di Villanova d’Albenga, e di cui l’esposizione di Garlenda è una avanguardia; al tempo stesso raccolta di opere e installazione, pensata come un percorso unitario da attraversare.
La metafora che guida questa narrazione è quella del fiume: elemento vitale che unisce popoli, territori e storie lungo i bacini dell’Orinoco, del Rio delle Amazzoni e del Paraná–Río de la Plata. Il fiume non è solo geografia, ma memoria, relazione, movimento. È il filo invisibile che collega comunità lontane e tradizioni diverse, accomunate da una stessa visione del mondo. Questa presenza è evocata nelle installazioni, dove materiali recuperati e trasformati suggeriscono onde e percorsi, richiamando il fluire continuo della vita e delle culture amazzoniche.
Non è solo una metafora.
Nelle culture amazzoniche, il fiume e gli elementi naturali non costituiscono lo sfondo della vita umana, ma ne sono parte integrante. Il rapporto tra umano e non umano è fondato su una profonda interdipendenza. Fiumi, animali, foreste e montagne non sono paesaggio, ma relazioni. L’essere umano non si trova al centro, ma all’interno di una rete che implica responsabilità e reciprocità.
Le opere e le maschere che accompagnano questo percorso non rappresentano semplicemente queste culture: ne sono espressione viva. Non oggetti isolati, ma presenze che raccontano storie, riti e visioni del mondo fondate sull’essere, non sull’avere.
In questo senso, il percorso espositivo diventa uno spazio di incontro e di ascolto. Un invito a riconoscere una visione del mondo in cui tutto è connesso: umano e non-umano, passato e presente, individuo e comunità.
In questo senso, il percorso espositivo diventa uno spazio di incontro e di ascolto. Un invito a riconoscere una visione del mondo in cui tutto è connesso: umano e non-umano, passato e presente, individuo e comunità.
La mostra è resa possibile da Grazia e Alberto Quartapelle, che hanno donato la loro raccolta di opere amazzoniche. Alberto, antropologo, ama definirsi “collezionista di immagini ed emozioni” e sostiene che gli oggetti capaci di generare emozioni non possono essere posseduti, ma devono essere condivisi.
Essere, non avere.
È questa, in fondo, la cultura che il fiume continua a trasmettere.
Più info QUI.
Essere, non avere.
È questa, in fondo, la cultura che il fiume continua a trasmettere.
Più info QUI.
La mostra nell’ambito del 43° Meeting Internazionale Fiat 500 si svolge il 3, 4 e 5 luglio 2026 presso la Sala Pastorelli a fianco della Chiesa Natività di Maria Santissima a Garlenda, con il seguente orario: dalle ore 11:00 alle ore 23:00.
