500
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di Ernesto Lella 
19 Maggio 2024. Ancora una volta con i nostri cinquini nel territorio dei Campi Flegrei per essere vicini alla popolazione afflitta dal fenomeno vulcanico del bradisismo che provoca continue scosse telluriche.

Ancora una volta in questo territorio ricco di storia e di bellezze naturali che è giusto divulgare, perché nei raduni dei Coordinamenti di Napoli del Fiat 500 Club Italia vogliamo dare sempre la possibilità di fruire delle risorse che la nostra Campania ci offre. Accolto in pieno dai 58 equipaggi l’invito a visitare la Città Sommersa, meraviglia del territorio di Bacoli che però, a causa delle cattive condizioni del fondale reso torbido dai temporali dei giorni precedenti, non ci ha svelto le sue bellezze: pazienza, sarà un ottimo motivo per ritornare. Abbiamo comunque fatto due visite guidate (88 persone) con il battello dal fondo trasparente, Cymba, che ci ha portato a scoprire le meraviglie di questa Baia scelta come porto di rifugio e di partenza per le tante battaglie dalla flotta dell’Impero Romano, di stanza qui anche nel 79 d.c., anno della spaventosa eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei ed Ercolano e proprio da qui partì Plinio il Vecchio con la sua flotta per portare aiuti alle popolazioni colpite da quel disastro, ma vi trovò la morte senza poter portare a termine l'impresa.
Ottima atmosfera nella mattinata, con tante persone giunte ad ammirare le nostre piccole esposte in bella mostra sul molo della Capitaneria del Porto di Baia, sormontato dall’imponente Castello Aragonese. Tanta curiosità, come sempre, suscitata dalle nostre auto, tanto ammirate dai bambini che ne restano affascinati e con tante persone che ricordano un aneddoto ad esse legate (lo zio che ne aveva una, la 500 di famiglia che accompagnava in lunghi viaggi stipati come sardine...). Chiunque in Italia, negli anni 60/70, è passato sicuramente in una 500 ed ha qualche ricordo legato ad essa, addirittura una persona che ci diceva simpaticamente: «Io sono stato concepito nella 500 di famiglia»... Come si fa a non essere innamorati di questo piccolo gioiello? Ed ogni volta che ci riuniamo che esponiamo le nostre piccole o ci muoviamo in carovana, suscitiamo sempre ammirazione e simpatia. Il proprietario del bar scelto per la colazione a fine mattinata mi ha detto: «Sono andato sul molo a vederle e mi sono commosso, perché sono tornato bambino, era da tanto che non le vedevo… quasi quasi ne ricompro una, magari dello stesso colore di quella che aveva papà»… e così la storia continua, ci sarà magari qualche altra carcassa che torna a nuova vita, qualcun altro felice torna bambino, al tempo dei ricordi, della spensieratezza, dell’essere felici con nulla, anzi, con una semplice, splendida 500. Proprio perché ci riteniamo più fortunati, cerchiamo sempre di rivolgere un pensiero a chi lo è un po’ meno, quindi fra i gadget della welcome bag del raduno abbiamo inserito il fumetto “Storia di un malandrino”, la storia dell’inserimento a scuola di un ragazzo autistico, facendo una donazione all’associazione che ne ha curato la stesura e la stampa, perché, nel nostro piccolo e con le nostre piccole, possiamo fare veramente tanto per tendere una mano a chi ne ha bisogno.

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