Verso la “legge sulla gentilezza”: il Club c’è!

di Stefania Ponzone e Francesca Caneri  
In un momento di grande tensione a livello internazionale, parlare di gentilezza è un atto a dir poco rivoluzionario e farlo nel Senato della Repubblica, in un contesto di grande ufficialità, lo è ancora di più.
Mercoledì 4 marzo, presso la Sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama, si è tenuta infatti la conferenza “Gentilezza e Crescita: il Kindness Act e il 13° BES per un’Italia più competitiva e coesa”.
Gli indicatori BES (Benessere Equo e Sostenibile) sviluppati dall’Istat misurano la qualità della vita in Italia oltre il PIL e sono: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, innovazione, ricerca e creatività, qualità dei servizi.
Al centro dell’attenzione, una proposta di legge per portare la gentilezza dentro le politiche pubbliche e, per usare le parole di Natalia Re (presidente del MIG), «considerare il Kindness Act come possibile 13° indicatore BES, riconoscendo che la qualità delle relazioni rappresenta una variabile strutturale dello sviluppo».
Il Fiat 500 Club Italia lo scorso anno ha aderito al Movimento Italiano per la Gentilezza, riconoscendosi nei valori da esso rappresentato e constatando che il proprio modo di porsi nei confronti degli iscritti e di tematiche socio-culturali e di solidarietà rientra appieno in quello stile di “comunicazione gentile” che il MIG porta avanti con grande impegno.
Di lì il nostro intervento, focalizzato proprio su come l’attenzione ai soci, il nostro sostegno a UNICEF, Gaslini e tante altre realtà, la rivista “4PiccoleRuote” (dal 1989 aperta a tutti i cinquecentisti che vogliano esprimere la propria passione), il Museo della 500 di Garlenda e l’intenso lavoro sul territorio dei nostri Coordinamenti rappresentino un esempio virtuoso di come intessere rapporti umani autentici e costruttivi.
“Gentilezza” non va confusa né con le buone maniere (che possono anche essere frutto di convenzioni sociali e non essere mosse da sentimento reale) né con una più generica “buona educazione” (che pure è di indiscutibile aiuto!). Non è debolezza, accondiscendenza, buonismo, bensì determinazione, forza, efficacia e persino strumento di potenziamento del business, tale da contribuire al successo di un’azienda, come sottolineato nell’intervento di Stefania Migliore e Federico Rossotto della Petronas. Difficile certo poterla misurare in termini oggettivi, come spiegato da Cristina Freguja dell’ISTAT, ma è una sfida da cogliere, perché le buone pratiche applicate nei più diversi campi già danno frutti in termini di riduzione della conflittualità e, quindi, di tutti quei costi derivanti da reclami, cause e contenziosi vari. Quindi, come affermato anche dal sen. Raoul Russo e dall’on. Maria Carolina Varchi, parlare di gentilezza forse farà sorridere e strapperà qualche commento ironico, ma è questione seria, serissima, l’indispensabile acqua sul fuoco in un periodo in cui sembra diventato impossibile ragionare serenamente su qualsiasi argomento esprimendo opinioni diverse senza giungere al conflitto.
Siamo orgogliosi di aver portato il nostro contributo, dimostrando ancora una volta quanto la nostra piccola utilitaria sia degna ambasciatrice di grandi tematiche. 

A rappresentare il Club erano presenti anche il presidente Maurizio Giraldi ed i fiduciari Fabio Grosso, Francesco Mignano e Pierluigi Rubeo.