I tour di Slow Drive – Un pezzo di Langa tra natura e sapori

I tour in auto a misura di Cinquino, per godersi il lento scorrere del paesaggio e scoprire gli angoli nascosti del nostro Bel PaeseĀ 

di Stefania Ponzone

Ho un amore sconfinato per la campagna piemontese, senz’altro per cari ricordi d’infanzia ed adolescenza. Una campagna che ai miei occhi ĆØ bella tutto l’anno, coperta di verde come dal bianco della neve. Il tour che propongo parte da un luogo che ĆØ una meta ambita per i buongustai (purchĆ© non vegetariani): parlo di Carrù, famosa per la Fiera del Bue Grasso.

Se arrivate dalla Riviera Ligure di Ponente (da Albenga o Garlenda, per intenderci), potete prendere la SS582, quella che passa da Cisano sul Neva e Zuccarello, che poi diventa SP582 ed in breve porta nel territorio cuneese. Si continua a salire fino a Garessio e ci si immette sulla SS28, da percorrere fino a Ceva. Alla rotonda nei pressi dell’Ospedale, prendere la 4ĀŖ uscita e immettersi sulla SP225; dopo alcune rotonde, si torna sulla SS28. A Lesegno si prende la SP12 e la si segue sino a Carrù. GiĆ  questo di per sĆ© ĆØ un bel viaggio che meriterebbe anche più di una fermata.

Carrù, la ā€œPòrta dla Langaā€, ha l’eleganza un po’ riservata tipica delle cittadine piemontesi. Riservata perchĆ© bisogna prendersi il tempo di passeggiare nel centro storico, soffermandosi a scoprire palazzi, chiese e persino botteghe: vi sono alcune macellerie e negozi di gastronomia raffinati come gioiellerie! Da vedere la Parrocchiale dell’Assunta, la Chiesa della Confraternita dei Battuti BianchiĀ  e quella dei Battuti Neri, il Palazzo Comunale, il Palazzo Boschetti Avagnina dalla facciata affrescata, il Monumento al Bue (che si affaccia su un punto panoramico di grande bellezza) ed il Castello, oggi sede della Banca Alpi Marittime Credito Cooperativo Carrù, ma visitabile in occasione di manifestazioni ed eventi.

Se ci passate il primo venerdƬ del mese, intorno a mezzanotte, potreste incontrare la padrona di casa, la contessa Paola Cristina, ovvero il fantasma della Dama Blu (trovate la sua storia ed altre informazioni su www.turismoincarru.it). Se dopo la passeggiata avete fame, i ristoranti in zona non mancano: personalmente ho un bel ricordo del ā€œBue Grassoā€, dove abbiamo fatto onore al bollito misto, maĀ  anche ai primi (www.ristorantealbuegrasso.it).

Per digerire il bollito, consiglio una passeggiata nell’Oasi di Crava-Morozzo: ci si arriva seguendo la SP9 e toccando Rocca De’ Baldi, che merita comunque una tappa per il suo Castello, che ospita ospita il Museo storico-etnografico provinciale ā€œAugusto Doroā€.

Crava-Morozzo ĆØ la prima area protetta nella storia della Lipu, istituita nel 1979 grazie alla collaborazione tra i Comuni di Morozzo, MondovƬ e Rocca de’ Baldi e la Provincia di Cuneo. Successivamente individuata come Riserva naturale speciale dalla Regione Piemonte ed inserita all’interno del Parco regionale Alta Valle Pesio, oggi fa parte del Parco regionale del Marguareis. Copre 300 ettari con vari ambienti, ma in particolare si tutelano le zone umide (vi sono due bacini artificiali ex Enel e un tratto del fiume Pesio) con relative flora e fauna; sono presenti ben 135 specie di uccelli nidificanti e 40 di uccelli acquatici. L’ingresso ĆØ libero e vi si organizzano attivitĆ  didattiche (www.oasicravamorozzo.it).

Una tappa nella vicina Castelletto Stura (nella quale si pratica ancora l’antica danza delle spade, o Bal del Sabre, www.comune.castellettostura.cn.it) può essere utile per addolcirsi la bocca acquistando un po’ di cioccolato nello spaccio della celebre azienda dolciaria Venchi, che qui ha sede.

Il tour si conclude con un altro ā€œpiatto forteā€: Fossano, raggiungibile in circa mezz’ora sulla SP43. Difficile riassumere in poche righe la bellezza di questa cittĆ , la quarta della provincia. Basta arrivare nella grande piazza dove sorge l’imponente Castello dei Principi d’Acaja e si rimane senza fiato; poi, dopo una capatina alla vicina Chiesa della TrinitĆ , ci si può tuffare alla scoperta del centro storico, diviso in Borgo Piazza (‘400-‘700) e Borgo Vecchio (più antico). Ricco di palazzi medievali, rinascimentali e barocchi e luoghi di culto, ĆØ caratterizzato dalla presenza dei portici, sotto i quali si aprono numerosi negozi. Due le passeggiate panoramiche: una nel lato orientale (Viale Mellano), che offre una magnifica vista delle Langhe, e una sul lato occidentale, (Via Martiri dell’Indipendenza, Viale Sacerdote e Viale Bianco), per godere della vista delle Alpi, dominate dal Monviso. Restano anche tratti dell’antica cinta muraria (alcuni in restauro), oltre al Bastione della Porta del Salice e alla Porta di San Martino. Se non avete mangiato abbastanza cioccolato, portatevi a casa un po’ di ā€œfossanesiā€, le praline locali (www.comune.fossano.cn.it, www.visitfossano.it).

Nelle foto: Carrù: il Castello ed il Monumento al Bue; Oasi di Crava-Morozzo: volo di airone cenerino; Fossano: il Castello degli Acaja e la Chiesa della Trinità.