
di Ernesto Lella
Non da parte di mezzi militari come purtroppo è di triste d’attualità, ma da parte del nostro “piccolo” grande esercito colorato, con equipaggi provenienti da tutta la Campania, dalla Toscana e dalla Puglia. Sì, perché quando la bellezza dei nostri luoghi chiama, i cinquecentisti rispondono… per quella sorta di piacere di viaggiare “slow drive” e conoscere i tanti luoghi stupendi della nostra splendida Italia. A poche settimane dal bel raduno di Ischia, domenica 3 maggio il molo del porto di Pozzuoli si è colorato di nuovo delle nostre variopinte “scatolette”, stavolta con destinazione Procida, la più “tranquilla” delle isole del Golfo, da vivere in lentezza, a misura d’uomo, proprio come piace a noi. Per la piccola superficie dell’isola, la presenza di oltre 50 delle nostre amate 500 è stata una vera e propria invasione, infatti, per motivi di sicurezza, non è stato neppure possibile fare il giro dell’isola in auto, tranne che per il sottoscritto, arrivato di prima mattina proveniente dalla vicina Ischia e per il fiduciario di Salerno Bruno Gennatiempo, arrivato il sabato.
Scesi dal traghetto siamo stati subito scortati dai disponibilissimi Vigili Urbani che hanno condotto e fatto sistemare le auto nella piazza antistante la parrocchia del porto e qui subito alle spalle erano già pronti i tavoli dal rinomato bar “Dal Cavaliere”, sia per la famosa “Lingua di Procida”, dolce tipico dell’isola di pasta sfoglia con granella di zucchero caramellato ripieno di una crema al limone leggerissima, sia per l’esclusività del Bar, la “Frollicella”, una classica e gustosissima sfogliata frolla napoletana con ripieno arricchito della crema ai limoni di Procida che, gustata accanto al fascino del porto e del profumo del mare, diventa un’esperienza gastronomica unica al mondo. E questo è solo il “buongiorno” preparato meticolosamente dal fiduciario di Napoli Antonello Martina con i fedelissimi del suo staff Peppe Trombetta, Lello Cerbone, Tommaso “Tommy Red”, che ha voluto organizzare questo incontro a Procida per poter proporre sempre luoghi e itinerari nuovi da scoprire. Lasciate le auto alla fruizione di famiglie bambini e turisti nella piazza, i partecipanti quindi hanno potuto godere della passeggiata di Procida, la salita verso il promontorio dell’antico carcere col suo bel panorama, la discesa alla “Marina di Corricella” con le barche e le case colorate dei pescatori, i vicoletti stretti e tortuosi, una puntata alla spiaggia della Chiaiolella con il ponte che collega l’isola all’isolotto di Vivara, disabitato e “mistero naturalistico” perché meta di migliaia di uccelli migratori che scelgono da millenni proprio questo lembo di terra per una sosta rifocillante durante le fatiche dei loro voli da e per l’Africa verso tutte le direzioni europee. Purtroppo non c’è tempo di soffermarsi troppo perché, quale unico handicap di un raduno su un’isola, è l’orologio impietoso che scorre troppo velocemente rispetto al piacere di trascorrere ore in questi luoghi fantastici. Alle 13 ci aspetta Giovanni del Ristorante Albatros al porto con le sue specialità, perché anche il pranzo e le foto di rito alla torta non possono durare più di tanto: il traghetto che ci riporterà sulla terraferma non attende certo e, visto che siamo in tanti, persino troppi per l’isola, le operazioni d’imbarco prendono un po’ di tempo. La conclusione? Altra giornata stupenda, all’insegna della nostra passione, alla scoperta della nostra terra, all’insegna dell’incontro e dell’amicizia che muovono tante persone, dagli equipaggi della Puglia col fiduciario di Taranto Claudio Parascandolo, a quelli della Toscana con Ringo Ducci, Pippo Lopresti e gli altri amici fino ai “soliti” fiduciari Campani Francesco Puzone, Adriano Mazzariello, Pasquale Di Biase, Antonio Pietronigro, con i tanti soci che ormai incontriamo in varie occasioni. Non ci siamo fatti mancare anche qualche piccolo inconveniente: qualche bottiglia di vino (contenuta nella ricchissima welcome bag offerta da Antonello) non ha resistito al sole caldo di Procida e si è “stappata” da sola colorando di un buon Aglianico Campano la moquette della splendida spiaggina di Gregorio Terminante; una 500 bloccata al porto è stata prontamente soccorsa dal socio meccanico Andrea Cante che ha avuto l’onore di essere accompagnato dall’auto dei vigili (non perché lo avessero arrestato!); una cremagliera dello sportello guida di Raffaele Fontana che non voleva saperne di tornare al suo posto, anch’essa sistemata da Andrea; qualche difficoltà per scendere dal traghetto a Pozzuoli per una abarthizzata troppo bassa, tenendo presente che la banchina del molo si è “alzata” causa bradisismo ed i portelloni dei traghetti restano un po’ più alti del normale. Ma si sa, quando si fa un’invasione, ci sono sempre dei danni collaterali, queste però sono le invasioni che ci piacciono, ricche di storia, cultura, bei luoghi, panorami, buona cucina, amicizia e soprattutto, vivere tutto questo con le nostre amate 500. Riguardando le foto, specie quelle circolari a 360° ottenute con l’ultimo “giochino fotografico” acquistato dal nostro mitico Giuseppe Raffaele, “Peppe ‘o fotografo”, mi viene da pensare al mondo, che bello sarebbe un mondo fatto tutto di 500 e di “invasioni” solo pacifiche.