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- Questo topic ha 7 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 25/06/202607:26 da Gens Orsina.
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Gens OrsinaModeratore
Pagina I (Presentazione)
Come ho scritto nel topic “Le 500 Corsaiole”, ho recuperato dal vecchio Forum tutte le foto relative alle vetturette da competizione e le ho riordinate e distinte. Quelle dei vari preparatori le ho già pubblicate nel predetto topic, mentre quelle elaborate da Giggetto Giraldi mi appresto a farlo ora dedicando loro specifiche pagine distinte per gara, che grazie al contributo di Maurizio, ma soprattutto di Marco, il custode della storia familiare, saranno singolarmente commentate. Le presenterò progressivamente, creando così una sorta di album storico dedicato a chi ha speso una vita per le 500 da corsa. Per spiegarvi chi è stato “Giggetto” inizio con una sintetica sua biografia, sicuramente non esaustiva ma che mi auguro possa contribuire a trasportarvi in un’epoca lontana che la maggior parte di voi non ha vissuto, mentre io – ahimè – ne ho fatto parte. Frequentando Vallelunga, inoltre, sono stato anche testimone di molte gare di cui qui si parla, nelle quali ho apprezzato le gesta di diversi piloti della “Scuderia Giraldi” – e non solo.
Luigi Giraldi, per tutti Giggetto, era nato a Roma nel 1914 ed è stato un’icona nell’elaborazione di motori, in particolare di quelli della Fiat 500. In realtà in gioventù si era occupato di motociclette e fino al 1952 aveva anche corso, ma nel 1957 con il lancio della Nuova 500 abbandonò il mondo delle due ruote per dedicarsi completamente alla nuova nata di casa Fiat con la quale conseguì risultati straordinari; in una gara riuscì a schierare ben 16 vetture. Gli anni Sessanta e Settanta come ho già detto rappresentano un tempo che chi non l’ha vissuto non può comprendere come fosse realmente; per esempio Giggetto aveva creato uno strumento per realizzare gli alberi a camme (si intravede in foto 3 e in dettaglio in foto 4) e costruiva i pistoni in casa. Il lavoro sulle 500 continuò fino a quando questo modello uscì di scena; in seguito passò ad elaborare i motori di altre auto e ciò fino al 1983, anno della sua scomparsa. Nella vita ha seguito numerosi giovani piloti, tra cui il futuro asso di Formula Uno Ignazio Giunti che grazie ai successi ottenuti con la 500 da lui preparata fu soprannominato “Reuccio di Vallelunga”. La passione per i motori è stata trasmessa ai quattro figli: Marco che lo ha affiancato attivamente nell’officina e soprattutto nelle gare (non ne ha persa una); Manlio che ha lavorato in Giannini; Massimo che, come vedremo, ha corso e partecipato a diverse gare di 500 e infine Maurizio l’attuale presidente del Fiat 500 Club Italia. In foto 1 l’immagine di Luigi Giraldi “Giggetto”, in foto 2 la sua officina di Via dei Latini 28 (strada dello storico quartiere di San Lorenzo – Giggetto è la persona accovacciata), in foto 3 Giggetto Giraldi al banco di lavoro.
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Vallelunga, 17 ottobre 1965 “V Premio Campagnano”
Inizio il topic dedicato a Giggetto Giraldi con questa immagine (Foto 1) alla quale tutta la famiglia è particolarmente affezionata. È il 17 ottobre 1965 e siamo a Vallelunga al “V Premio Campagnano”. Il ragazzo in posa fiera accanto alla vettura numero 36 è Ignazio Giunti al suo debutto con una macchina elaborata Giraldi (arriverà secondo al traguardo). Nato a Roma nel 1941, Giunti ottenne i suoi primi successi proprio grazie a questa vettura modello N del 1958. Come molti già sanno, il pilota romano è morto 10 gennaio 1971 all’età di 30 anni a causa di un tragico incidente avvenuto sul circuito di Buenos Aires durante la 1000 chilometri che si svolgeva nella capitale argentina. Tornando alla fotografia, il giovane alla destra della 500 numero 36 è l’allora ventenne Marco Giraldi (come già detto, il primo dei quattro figli di Giggetto) mentre l’auto che si intravede sullo sfondo è una 500 elaborata dal piemontese Leo Garavello. Le foto 2 e 3 – uguali ma in diverso formato – si riferiscono a Ignazio Giunti all’uscita della Curva Viterbo seguito da Luigi Magdalone, e Raffaele Milano, quest’ultimo fotografato mentre cerca di riportare la sua 500 nella giusta direzione. Ultimo Ugo Brillaro su Fiat 500 preparata da Leo Garavello. In foto 4 Ignazio Giunti in piena azione tallonato dal numero 14, “Baronio”, pseudonimo scelto da Aldo Cerruti.
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Ancora 3 foto del “V Premio Campagnano” corso a Vallelunga il 17 ottobre 1965.
Maurizio Giraldi così le commenta:
In foto 1 il rettilineo in prossimità della Curva Roma, quando si girava ancora in senso anti orario. Il numero 28 è Maurizio Zanetti, seguito da Ignazio Giunti, Franco Pilone e Luigi Magdalone di Cosenza. Nella stessa foto tra quei giovanotti in piedi sul muretto ci sono anche i miei fratelli Marco e Massimo.
In foto 2 l’uscita della Curva Viterbo. Il primo è Maurizio Zanetti, seguito da Franco Pilone. La macchina indicata dalla freccia è quella di Ignazio Giunti, preceduta dalla 500 di Luigi Magdalone e affiancata da Raffaele Milano.
In foto 3 l’imbocco della Curva Esse. Ci sono Maurizio Zanetti con una 500 F, Franco Pilone con un modello D elaborato dal torinese Capra, Ignazio Giunti su Fiat 500 N del 1958 elaborata da papà e infine Luigi Magdalone su Fiat 500 D, elaborata dal cosentino Clemente Avventurieri.
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Terza serie di foto del “V Premio Campagnano” tenutosi a Vallelunga il 17 ottobre 1965, questa volta commentate da Marco Guraldi.
In foto 1 alla curva Esse Ignazio Giunti con la 500 numero 36 elaborata dalla nostra Officina è preceduto e seguito rispettivamente da due vetture entrambe elaborate Avventurieri: la numero 40 guidata da Luigi Magdalone e la numero 84 da Raffaele Milano.
In foto 2 alla Curva Viterbo l’Abarth di Raffaele “Lele” Pinto preparata da Romeo Ferraris. Ho questa foto perché nel gruppo c’è l’ Abarth 595 numero 124 di Bruno Bollati preparata da papà.
In foto 3 la macchina di Giunti non è visibile poiché avanti. Il numero 66 è Silvano Sanna e il numero 74 Federico Gellini (il cugino di Maurizio Gellini) su 500 preparata dalla nostra Officina. Il numero 50 è invece Gaetano Polverelli, il figlio di Volfango, l’avvocato che nel 1967 rileverà la Giannini, che nell’occasione correva con una 500 Sport Tetto Chiuso.
In foto 4 Maurizio Zanetti, su 500 F numero 28 preparata da Romeo Ferraris, è seguito dalla N di Ignazio Giunti (nostra elaborazione) con a fianco Franco Pilone (elaborazione Capra). In ultima posizione Luigi Magdalone.
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Vallelunga, 17 ottobre 1965 “V Premio Campagnano”
La 500 N numero 36, preparata da Giggetto Giraldi per Ignazio Giunti negli anni è divenuta un cult, tanto che nel tempo ne sono stati creati diversi modellini statici in scala 1/43 prodotti da rinomate aziende del settore. Postiamo 3 immagini di quello che consideriamo essere il più fedele alla realtà e che fa parte della collezione di Marco Giraldi.
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Dopo aver pubblicato, per le ragioni che ho esposto, le foto e i commenti riguardanti il “Premio Campagnano” corso da Ignazio Giunti nel 1965, proseguo ora cercando, per quanto possibile, di seguire un ordine cronologico e comunque raggruppando quelle competizioni simili ma che si sono svolte in periodi diversi. Riavvolgiamo pertanto il nastro di sei anni perché come mi ha detto Maurizio le due immagini di queste 500 Sport preparate da suo padre sono proprio del 1959.
Garessio (CN), 19 luglio 1959 “Garessio – San Bernardo”
In foto 1 Miro Marongiu alla IV edizione della gara in salita “Garessio – San Bernardo”.
Nota di Maurizio Giraldi. “Le cronoscalate sono molto belle. Considerate che negli anni 60/70 il campionato Italiano comprendeva sia gare in circuito che in salita, con il punteggio di queste ultime dimezzato, ma chi è amante di competizioni ed ha acquistato i libri su Abarth o Giannini sicuramente già lo sa”.
Monza, 1959
In foto 2 ancora Miro Marongiu ma questa volta a Monza. Con ogni probabilità l’immagine risale allo stesso anno della precedente, perché Maurizio sostiene che una delle due Sport è la stessa che aveva corso la “Garessio – San Bernardo” e aggiunge: “Di questa piccola foto sono molto geloso. È uno degli scatti che rappresenta la storia della mia famiglia nella 500. Quando Autosprint definì mio padre il papà delle 500 da corsa, ho istintivamente pensato a questa e a un altro paio di immagini”.
La “Garessio – San Bernardo” ha rappresentato una delle mitiche cronoscalate automobilistiche. Nata nel 1956, negli anni Sessanta il percorso partiva da Garessio (CN) a 600 metri slm e giungeva al Colle San Bernardo, valico che si affaccia sul versante ligure a 1.620 metri di altitudine. Il tracciato si estendeva per circa 9 km e, attraverso un susseguirsi di una decina di tornanti secchi, seguiva la tortuosa Statale 582 che collega il Piemonte alla Riviera Ligure di Ponente. Le pendenze sfioravano il 7-8% e il dislivello era di oltre 600 metri.
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Valnerina (Terni), 1959
Un’altra gara che risale a quasi settant’anni fa. Ci troviamo nel Centro Italia, più precisamente nei pressi di Terni e Marco Giraldi, ci dice: “La macchina che si vede nelle tre foto, contrassegnata dal numero 12, è una 500 N da noi elaborata, pilotata da Giuseppe – Beppe – Montecuccoli”.
La strada delle tre foto è senza dubbio la Regionale 209 della Valnerina, la ex Statale che inizia a Terni – poco distante dalla cascata delle Marmore – e segue la Valle del fiume Nera fino a giungere nelle Marche. Il punto esatto in cui transita la 500 N guidata da Beppe Montecuccoli è appena prima di Rosciano, una frazione di Arrone. L’imponente struttura visibile in lontananza nella foto 1 è il Ponte Canale Rosciano, noto come Ponte Acquedotto di Arrone, sotto le cui arcate Montecuccoli è transitato qualche centinaio di metri prima. Non ho trovato informazioni su una gara automobilistica ufficiale in salita che si svolgesse su questa strada, quindi, penso che si trattasse di una competizione di natura locale, dato che siamo agli inizi della diffusione delle cronoscalate. Non escludo che possa essere la precorritrice dell’attuale corsa ciclistica in salita di circa 17 km che parte da Arrone (250 m slm) e superando oltre 800 metri di dislivello, passando appunto per Rosciano con un traguardo intermedio a Polino, arriva ad Acquaviva a 1.130 m slm. Questo tracciato rappresenta oggi anche un vero paradiso per i motociclisti grazie all’asfalto ben curato e alla serie continua di curve e controcurve scavate nella roccia.
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Frascati (RM), 7 aprile 1963 “Cronoscalata Frascati – Tuscolo”
Lasciamo gli anni Cinquanta per passare al decennio successivo.
Nota di Marco Giraldi: “Nella foto c’è Maurizio Gellini che su una 500 da noi elaborata, taglierà il traguardo al terzo posto. La gara fu vinta da un’altra nostra 500, quella di Massimo Gatti”.
Una notizia riguardante Maurizio Gellini che segnò molto Giggetto Giraldi il quale, come tanti, considerava questo pilota un vero signore. La sera del 4 maggio 1982, mentre tornava a casa, Gellini, originario di una famiglia di imprenditori del settore farmaceutico, fu fermato sulla Via Pontina e sequestrato da quattro uomini armati e con il volto coperto. Mentre iniziava una lunga trattativa economica con i rapitori, l’uomo venne rinchiuso in un nascondiglio situato a Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, dove rimase per circa sei mesi. Qui il 2 novembre dello stesso anno le Forze dell’Ordine intervennero e lo liberarono, arrestando allo stesso tempo i suoi aguzzini che furono poi condannati a pene esemplari.
La corsa automobilistica in salita “Frascati-Tuscolo” – ufficialmente denominata “Trofeo Franco Venturi” in omaggio a questo pilota e collezionista di auto d’epoca romano – veniva organizzata dall’Automobile Club Roma e si tenne dal 1956 al 1968. Il tracciato, caratterizzato da continui cambi di pendenza, partiva dal centro di Frascati e dopo circa 4,5 km giungeva alle pendici dell’area archeologica di Tuscolo.
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