› Forum › Piazza pubblica › Tutte (o quasi) le derivate della 500 – Commenti
- Questo topic ha 77 risposte, 8 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 26/01/202614:39 da Ale74Pc.
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Ale74PcModeratore
Negli ultimi post del topic principale, drago500 illustrava due bellissime derivate: le Gamine Vignale (la mia preferita fra tutte) e la Zanella Erina.
Per chi volesse approfondire l’argomento, segnalo il fascicolo di Agosto 2025 della rivista specializzata Ruoteclassiche, dove è possibile trovare un bel confronto fra le due particolari fuoriserie.
- Questa risposta è stata modificata 2 mesi a da Ale74Pc.
FufuPartecipanteContinuo a trovare interessantissimo il topic sulle derivate. Rileggendo la storia della 500 L Caprera con soli 58km, posso dirvi che l’auto fino a poco tempo fa era in vendita presso un restauratore/venditore di Fiat 500 d’epoca in Abruzzo, non troppo distante da me. E’ probabile che sia ancora lì, non appena avrò modo di affacciarmici, verificherò la cosa. :)
riccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteOsservando le foto della L Caprera ho notato che ha il rivestimento del pianale in gomma e non in moquette e la scala del tachimetro fino a 140 e con numeri pari a differenza della L di serie che ha la scala a numeri dispari fino a 130. Imbottitura e profilo dei sedili ricordano quelli della My Car. Sui paraurti il profilo gommato che, trent’anni dopo, ha spopolato su tante 500 rimesse a nuovo (spesso facendo il paio con l’assenza delle modanature sottoporta)
drago500ModeratoreEsatto, ogni periodo storico ha avuto i suoi accessori di riferimento.
Ad esempio un altro “must” del periodo era la mascherina frontale della Bellù, che troviamo sulle berline fuoriserie Caprera, ma anche su quelle di Moretti e Fissore.
Il fregio riportava la scritta 500, con un carattere sul 5 molto ambiguo che può sembrare un 6, ed era prodotta sia per le calandre del modello F con due perni di fissaggio sui baffi, che per il modello L, con un unico perno di fissaggio centrale in due colori.
FufuPartecipanteBuongiorno a tutti! Ancora una volta, un sentito grazie ad Alessandro e Giovanni per l’encomiabile lavoro di ricerca che stanno portando avanti sulle 500 derivate.
Riguardo all’ultimo post, dedicato alle Fiat 500 Autocross con motore DKW, vorrei condividere con voi una foto che mi fu scattata nel lontano 2017, durante una giornata interamente dedicata a questo affascinante sport off-road.
Nella provincia di Chieti, infatti, fino a pochi anni fa queste vetture modificate rappresentavano una splendida occasione per trascorrere fine settimana all’insegna del divertimento motoristico.Per concludere, vi lascio un link che rimanda a un video del 1979, girato all’interno dell’Ippodromo “Villa delle Rose” di Lanciano.
https://www.instagram.com/reel/DDEUutwIFsr/
- Questa risposta è stata modificata 2 mesi fa da Fufu.
riccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteFufu sempre preciso e puntuale, e soprattutto, sulla notizia
riccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteA proposito del lavoro accurato (e di gran valore) di ricerca e divulgazione di Gens e Drago, ecco un paio di foto della Baldi Frog esposta al museo Giacosa di Garlenda qualche anno fa. Ne approfitto per ricordare ai soci o anche a semplici appassionati della 500 di andarlo a visitare anche più volte nel tempo perchè le auto esposte cambiano e il materiale nelle teche viene arricchito nel tempo anche grazie ai soci che forniscono oggetti delle proprie collezioni private per periodi di tempo variabile da 6 mesi a 1 anno. Il personale del club vi accoglierà sempre con entusiasmo :)
Ale74PcModeratoreMascherina Bellù: ne ho una. Recuperata nuova tanti anni fa e montata solo per poche settimane.
Ho ritrovato la foto presso il nostro archivio 😉
riccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteDurante la visita al museo del 2021, insieme alla Frog era esposta anche la Giannini 350 Ec, che conoscevo giusto per essere cresciuto a pane e Quattroruote..
Ale74PcModeratoreA proposito della Frog: se può interessare al momento ce n’è una in vendita
FufuPartecipanteHo letto ora l’inizio della seconda sequenza di questa splendida rubrica, attendo con ansia le prossime pubblicazioni!
riccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteA proposito delle derivate Giardinette dei carrozzieri in attesa del debutto della Nuova 500 Giardiniera Fiat, Quattroruote pubblicò la prova su strada della neonata G su 2 numeri, precisamente Giugno e Luglio 60. Nel numero di Giugno tutte le notizie riguardanti il corpo vettura inclusa la variante Bianchina Panoramica, nel successivo la vera e propria prova su strada che termina con un confronto in termini di abitabilità e prestazioni fra la compianta 500 C Belvedere e la neonata G. In occasione del raduno statico a Marina di Pisa del mese scorso, un paio di foto a citazione del confronto, e la pagina della rivista con le quote di abitabilità, inviate anche al proprietario della Belvedere.
P.s. non ricordo se ho già pubblicato questo collage, nel caso me ne scuso e mi appello ai moderatori per eliminarlo. Grazie
riccardo.rabassini@gmail.com
PartecipanteAncora complimenti a Drago e Gens per gli ultimi post che continuano a raccontare derivate totalmente inedite. Un lavoro costantemente ammirevole per la cura documentale e di ricerca. Cosa desiderare di più?
TruvlinoModeratorePiù seguo questo topic più mi accorgo di come il progetto “110”, nella sua completezza, sia stato azzeccato. Poi sfruttato, modificato, ampliato da tanti attori che in un momento storico di grand fervore creativo hanno cercato il proprio spazio in un mercato certamente molto effervescente consegnando alla storia prodotti, a volte, anche di grande successo.
Grazie Giovanni e grazie Alessandro per questo vostro grande lavoro.
Se non seguissi questo topic forse penserei di essere un grande esperto di 500
ma invece…non si ha mai finito di imparare!- Questa risposta è stata modificata 1 mese fa da Truvlino.
Ale74PcModeratoreUn semplice “grazie agli autori”, sarebbe del tutto insufficiente per compensare quanto profuso attraverso le pagine del topic “Quasi tutte le derivate”…
Un grande lavoro questo, a beneficio di tutti, soprattutto per coloro che ancora associano la Fiat 500 unicamente ai classici modelli che tutti noi conosciamo.
Il mondo delle derivate e delle speciali rappresenta – in sordina – un fenomeno del tutto eccezionale: per l’ingegno, la fantasia, l’audacia ed il senso d’impresa degli ideatori, dei tecnici e delle maestranze di quel settore che fu.
Oggi sono realtà pressochè scomparse ed (ahimè) destinate all’oblio, se non dettagliatamente documentate come fatto qui sul nostro Forum da “Gens Orsina” e “Drago500”.
Queste macchine sono creazioni che hanno messo in chiaro le capacità di tanti piccoli artigiani, imprimendo indelebilmente nomi ed aziende inizialmente sconosciuti, fra le eccellenze dell’industria automobilistica italiana.
Il mio potrà sembrare di certo un giudizio di parte (…effettivamente lo è…), visto il mio dichiarato interesse per questo tipo di autoveicoli e non è facile descrivere il motivo di questa mia passione…
Forse è semplicemente il vedere tutte queste carrozzerie, caratterizzate ora da tratti sorprendentemente arditi, altre volte volutamente anacronistici, oppure in altri casi, contraddistinte da linee di cintura sinuose e conturbanti, ma tutte accumunate dall’essere sempre costernate di elementi e componenti delle popolari utilitarie da cui hanno preso vita e con le quali condividono cuore ed anima.
Amo definire queste straordinarie vetture dei piccoli capolavori, ancora meglio, “utilitarie esclusive”, per la semplice ossatura meccanica che le fa muovere e la ricercatezza delle soluzioni con cui sono state “vestite”.
Mi piacerebbe nel mio piccolo, all’approfondito excursus che Alessandro e Giovanni ci hanno regalato, aggiungere una considerazione del tutto personale.
A mio parere una “500 derivata” è così definibile quando una macchina è assemblata su di un autotelaio nato dalle catene di montaggio Fiat e punzonato dalla stessa Casa Madre con un numero di matricola corrispondente all’ordine progressivo di fabbricazione, nonché dotato della relativa targhetta identificativa, indicante tipo di motore e numero per ricambi.
Associo invece il termine “500 speciale” ad un veicolo dotato fin dall’origine di un telaio proprio, progettato e costruito ad opera di imprese terze, quindi non collocabile in quella che fu la regolare produzione negli stabilimenti Fiat, che però beneficia interamente o parzialmente di parti motoristiche, meccaniche, elettriche e componentistiche delle normali 500 presenti nei listini ufficiali nel periodo 1957 – 1977.
Per esempio:
una “Fiat Vignale Gamine” è a mio avviso una 500 derivata, mentre definisco una “Ferves Ranger” una 500 speciale.Ho già esposto in altre sedi le mie soggettive considerazioni generali sulle modalità di allestimento di queste singolari autovetture e soprattutto riguardo le manifatture artigianali con cui senz’altro all’epoca venivano rifinite…
Non trascuriamo però l’esclusività che potevano offrire alla clientela finale: garantendo prodotti personalizzati, anche in base alle eventuali richieste degli acquirenti, divenendo in alcune circostanze dei veri e propri pezzi unici.
Riassumendo dunque tutto quanto sopra esposto, la storia ci ha fatto imparare che una coniugazione fra aggettivo e sostantivo, è divenuta nel tempo un vero e proprio termine a se stante, un nome proprio in grado di contenere in una sola parola ogni possibile definizione:
“FUORISERIE”
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